sabato 23 aprile 2011

Per non mollare!

La notizia di questi ultimi giorni ha messo in crisi le certezze di quanti, nelle giornate di domenica 12 e lunedì 13 giugno, si sarebbero recati alle urne per esprimere il proprio voto referendario su quattro disposizioni cruciali, sollevate dall'Italia dei Valori (Radicali, ma dove siete andati a finire voialtri?), riguardanti materia di competenza della legislatura in carica su questioni economiche e politiche. In particolar modo, i cittadini italiani erano chiamati ad esprimersi sulla liceità del ritorno all'energia nucleare - tema calendarizzato da subito nell'agenda del Berlusconi IV, e quindi vivacemente discusso da tre anni a questa parte, aldilà della successiva tragedia di Fukushima che, in qualche modo, ha rinfocolato le convinzioni degli oppositori -, dell'abrogazione del decreto Ronchi sulla privatizzazione dell'acqua promosso da tempo dal comitato nazionale volontario "Acqua bene comune" e, ultimo ma non per ultimo, sul legittimo impedimento, norma presentata mesi addietro dal Pdl per permettere alle cariche più importanti del consiglio dei ministri, in caso di eventuali vertenze giudiziarie pendenti nei loro confronti, di non presentarsi alle udienze preliminari, sollevando come giustificazione l'incompatibilità dell'agenda tribunalizia con gli impegni personali di lavoro ed amministrazione politica. Un ennesimo, comodo jolly per permettere a Berlusconi di non affrontare i processi per i quali è indagato sin dal 1965 (non 1987, come anche i più accesi antiberlusconiani tendono sempre a sottolineare: la prima denuncia arrivò al giovane imprenditore milanese per speculazione edilizia). Già le date scelte per permettere agli esprimenti voto di recarsi alle urne - periodo estivo, e comunque poco "coperto" dall'informazione televisiva e giornalistica - fa ricordare le vecchie votazioni della Roma tardo-repubblicana e denota l'esplicita intenzione di impedire il raggiungimento necessario del quorum.

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani (ex braccio destro del Premier all'interno di Fininvest e successore del dimissionario Claudio Scajola), aveva infatti dato conferma dei rumors che, appena un paio di giorni fa, si rincorrevano in rete: il governo era pronto a rivedere i propri piani sull'energia nucleare e ad abrogare tutti i comma inerenti alle "sperimentazioni" energetiche, compresa la locazione e la costruzione delle nuove centrali. Al momento del voto in Senato della nuova proposta di legge, Romani si era così espresso: "I cittadini sarebbero stati chiamati a scegliere fra poche settimane fra un programma di fatto superato o una rinuncia definitiva sull'onda d'emozione assolutamente legittima ma senza motivi di chiarezza". Inutile dire che, con la sola opposizione del Pd e dell'Idv, la proposta è passata sia in Camera che in Senato.

Il governo rinuncia dunque al nucleare? No, errore. Il governo rinuncia di essere sottoposto alla volontà popolare referendaria, temendo proprio che dalle urne uscisse il quorum necessario perchè tutte le disposizioni in materia energetica venissero abrogate. In tutta questa vicenda Fukushima ha avuto certamente un peso determinante, sarebbe da ipocriti negarlo, tuttavia è comprovata l'esistenza di un folto gruppo di oppositori al nucleare (con parecchi nomi di spicco, pensiamo ad esempio a Dario Fo) che da sempre ha avuto carisma e capacità di convincimento nei confronti di un'ampia fetta dell'opinione pubblica, ancora provata da quanto successe a Chernobyl nel 1986 e reduce dall'allora già positiva esperienza referendaria dell'anno successivo (altro punto poco chiaro: se già, nel 1987, il popolo italiano aveva dato disposizione di fermare ogni approdo all'energia nucleare, perchè far ripassare il referendum a venticinque anni di distanza?). Il governo, per bocca di Romani, non ha mai infatti parlato di "rinuncia", ma di "rinvio fino a verifica europea": in particolar modo, "devono essere definiti nuovi criteri che saranno stabiliti in Europa per le centrali che i singoli Stati, ma in un processo di coordinamento europeo, decideranno di mantenere in funzione", e in quest'ottica il possibile successo del referendum "avrebbe messo decisamente in secondo piano le nostre posizioni, le richieste, le pressioni con cui vogliamo garantire sicurezza al nostro Paese". Insomma, un ladrocinio: la chiara, esplicita, arrogante sottrazione del "potere decisionale popolare" (se lo mettiamo tra virgolette ci capiamo meglio) per procrastinare decisioni comunque già prese e farle passare, subdolamente, come bandiera bianca e pseudo-vittoria dei ragionevoli.

Sull'effettiva necessità di un utilizzo di energia nucleare in Italia, considerando anche parametri di tipo topografico e geografico, ci riserviamo di discutere in un altro post, in futuro. Perchè nel frattempo Romani, non contento di aver fatto saltare con abile copertura politica il probabile fallimento del piano energetico governativo sul banco di prova del referendum, mette in dubbio anche il possibile svolgimento del voto referendario per l'abrogazione del decreto Ronchi: "Su questo tema, di grande rilevanza, sarebbe meglio fare un approfondimento legislativo". Uno scippo ben più grave e pesante del già serio tema nucleare, perchè va a toccare la raggiungibilità e la fruibilità di un bene necessario per la vita, come l'acqua, di cui tutti conosciamo gli effetti devastanti che si sono ripercossi con gli esempi di privatizzazione in Francia, Parigi in primis o, per rimanere dentro i nostri (sempre più) angusti confini, ad Aprilia o a Latina. La privatizzazione dell'acqua, o la sua gestione a capitale pubblico-privato (una situazione che già si sta attuando in moltissime città, con il controllo del bene da parte delle cosiddette Spa, come la padovana Aps) permette al nuovo gestore, autorizzato per legge, di gestire un margine di guadagno più o meno elevato sui costi effettivi che il trasporto e la distribuzione del bene richiedono. Avendo la necessità dunque di far fruttare il proprio investimento, il privato potrà di fatto trascurare i costi per la manutenzione, con ulteriore dispersione di acqua (andiamo una volta per tutte contro la favoletta che una gestione privata permette di arginare gli sprechi!), attuare un giro di vite su assunzioni e licenziamenti, rincarare a piacimento le tariffe sulle bollette. Conseguenze gravissime e per la maggiore già verificabili, con mano (e mouse), in ogni angolo di internet.

Non è certo la prima volta che questo governo si spoglia del suo discinto abito democratico per assumere i caratteri, ben più veritieri, della dittatura legittimata. Questo è solo l'ultimo atto di una catena infinita di soprusi e soverchiamenti ai danni degli elettori e del popolo italiano, l'anticamera di un totalitarismo legalizzato al quale le dichiarazioni quotidiane di Berlusconi sull'autonomia della magistratura, la scuola pubblica, i rapporti in politica estera (ed il conseguente silenzio compiacente, quand'anche non difesa a spada tratta, dei propri sodali) fanno da preludio. E' finalmente arrivata l'ora che si levi un grande, unico, potente urlo di indignazione che possa mettere fine a questo scempio. Diciamo basta alla finta democrazia rappresentativa e scendiamo in campo in prima persona, per riuscire a modificare il flusso di questa situazione a cui tutti noi, per un motivo o per l'altro, sembriamo guardare impotenti.

Qui di seguito trovate i quattro testi dei quesiti referendari (uno per impedire il ritorno all'energia nucleare, due per abrogare il decreto Ronchi sulla privatizzazione dell'acqua, uno per abrogare la proposta di legge sul legittimo impedimento):

  • Primo quesito (Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione):

« Volete Voi che sia abrogato l’art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e finanza la perequazione tributaria”, convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea”, convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale? »
  • Secondo quesito (Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma):

« Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito"? »
  • Terzo quesito (Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme):

« Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e perequazione tributaria”, limitatamente alle seguenti parti:

art. 7, comma 1, lettera d: “d) realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare;”; nonché la legge 23 luglio 2009, n. 99, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, limitatamente alle seguenti parti:

art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”;

art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “Con i medesimi decreti sono altresì stabiliti le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attività di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui al primo periodo.”;

art. 25, comma 2, lettera c), limitatamente alle parole: “, con oneri a carico delle imprese coinvolte nella costruzione o nell’esercizio degli impianti e delle strutture, alle quali è fatto divieto di trasferire tali oneri a carico degli utenti finali”;

art. 25, comma 2, lettera d), limitatamente alle parole: “che i titolari di autorizzazioni di attività devono adottare”;

art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alle parole: “la costruzione e l’esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per”;

art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alla particella “per” che segue le parole “dei rifiuti radioattivi o”;

art. 25, comma 2, lettera i): “i) previsione che le approvazioni relative ai requisiti e alle specifiche tecniche degli impianti nucleari, già concesse negli ultimi dieci anni dalle Autorità competenti di Paesi membri dell’Agenzia per l’energia nucleare dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (AENOCSE) o dalle autorità competenti di Paesi con i quali siano definiti accordi bilaterali di cooperazione tecnologica e industriale nel settore nucleare, siano considerate valide in Italia, previa approvazione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare”;

art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “gli oneri relativi ai”;

art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “a titolo oneroso a carico degli esercenti le attività nucleari e possano essere”;

art. 25, comma 2, lettera n): “n) previsione delle modalità attraverso le quali i produttori di energia elettrica nucleare dovranno provvedere alla costituzione di un fondo per il «decommissioning»;”;

art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alla virgola che segue le parole “per le popolazioni”;

art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idonee per l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”;

art. 25, comma 2, lettera q): “q) previsione, nell’ambito delle risorse di bilancio disponibili allo scopo, di una opportuna campagna di informazione alla popolazione italiana sull’energia nucleare, con particolare riferimento alla sua sicurezza e alla sua economicità.”;

art. 25, comma 3: “Nei giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa che comunque riguardino le procedure di progettazione, approvazione e realizzazione delle opere, infrastrutture e insediamenti produttivi concernenti il settore dell’energia nucleare e relative attività di espropriazione, occupazione e asservimento si applicano le disposizioni di cui all’art. 246 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.”;

art. 25, comma 4: “4. Al comma 4 dell’articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, dopo le parole: «fonti energetiche rinnovabili» sono inserite le seguenti: «, energia nucleare prodotta sul territorio nazionale».”;

art. 26; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “gli impieghi pacifici dell’energia nucleare,”;

art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “sia da impianti di produzione di elettricità sia”;

art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “costruzione, l’esercizio e la”;

art. 29, comma 4, limitatamente alle parole: “nell’ambito di priorità e indirizzi di politica energetica nazionale e”;

art. 29, comma 5, lettera c), limitatamente alle parole: “sugli impianti nucleari nazionali e loro infrastrutture,”;

art. 29, comma 5, lettera e), limitatamente alle parole: “del progetto, della costruzione e dell’esercizio degli impianti nucleari, nonché delle infrastrutture pertinenziali,”;

art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “, diffidare i titolari delle autorizzazioni”;

art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “da parte dei medesimi soggetti”;

art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “di cui alle autorizzazioni”;

art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alla parola: “medesime”;

art. 29, comma 5, lettera h): “h) l’Agenzia informa il pubblico con trasparenza circa gli effetti sulla popolazione e sull’ambiente delle radiazioni ionizzanti dovuti alle operazioni degli impianti nucleari ed all’utilizzo delle tecnologie nucleari, sia in situazioni ordinarie che straordinarie;”;

art. 29, comma 5, lettera i), limitatamente alle parole: “all’esercizio o”;

art. 133, comma 1, lettera o) del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 limitatamente alle parole “ivi comprese quelle inerenti l’energia di fonte nucleare”; nonché il decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante “Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’art. 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99”, limitatamente alle seguenti parti:

il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”;

il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “e campagne informative al pubblico”;

art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: “della disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”;

art. 1, comma 1, lettera a): “a) le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi degli operatori per lo svolgimento nel territorio nazionale delle attività di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui all’art. 2, comma 1, lettera e), nonché per l’esercizio delle strutture per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi ubicate nello stesso sito dei suddetti impianti e ad essi direttamente connesse;”;

art. 1, comma 1, lettera b): “b) il Fondo per la disattivazione degli impianti nucleari;”;

art. 1, comma 1, lettera c): “c) le misure compensative relative alle attività di costruzione e di esercizio degli impianti di cui alla lettera a), da corrispondere in favore delle persone residenti, delle imprese operanti nel territorio circostante il sito e degli enti locali interessati;”;

art. 1, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “e future”;

art. 1, comma 1, lettera g): “g) un programma per la definizione e la realizzazione di una “Campagna di informazione nazionale in materia di produzione di energia elettrica da fonte nucleare”;”;

art. 1, comma 1, lettera h): “h) le sanzioni irrogabili in caso di violazione delle norme prescrittive di cui al presente decreto.”;

art. 2, comma 1, lettera b): “b) “area idonea” è la porzione di territorio nazionale rispondente alle caratteristiche ambientali e tecniche ed ai relativi parametri di riferimento che qualificano l’idoneità all’insediamento di impianti nucleari;”;

art. 2, comma 1, lettera c): “c) “sito” è la porzione dell’area idonea che viene certificata per l’insediamento di uno o più impianti nucleari;”;

art. 2, comma 1, lettera e): “e) “impianti nucleari” sono gli impianti di produzione di energia elettrica di origine nucleare e gli impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, realizzati nei siti, comprensivi delle opere connesse e delle relative pertinenze, ivi comprese le strutture ubicate nello stesso sito per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi direttamente connesse all’impianto nucleare, le infrastrutture indispensabili all’esercizio degli stessi, le opere di sviluppo e adeguamento della rete elettrica di trasmissione nazionale necessarie all’immissione in rete dell’energia prodotta, le eventuali vie di accesso specifiche;”;

art. 2, comma 1, lettera f): “f) “operatore” è la persona fisica o giuridica o il consorzio di persone fisiche o giuridiche che manifesta l’interesse ovvero è titolare di autorizzazione alla realizzazione ed esercizio di un impianto nucleare;”;

art. 2, comma 1, lettera i), limitatamente alle parole: “dall’esercizio di impianti nucleari, compresi i rifiuti derivanti”;

art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, con il quale sono delineati gli obiettivi strategici in materia nucleare, tra i quali, in via prioritaria, la protezione dalle radiazioni ionizzanti e la sicurezza nucleare”;

art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “la potenza complessiva ed i tempi attesi di costruzione e di messa in esercizio degli impianti nucleari da realizzare,”;

art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “valuta il contributo dell’energia nucleare in termini di sicurezza e diversificazione energetica,”;

art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, benefici economici e sociali e delinea le linee guida del processo di realizzazione”;

art. 3, comma 2: “2. La Strategia nucleare costituisce parte integrante della strategia energetica nazionale di cui all’art. 7 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.”;

art. 3, comma 1, lettera a): “a) l’affidabilità dell’energia nucleare, in termini di sicurezza nucleare ambientale e degli impianti, di eventuale impatto sulla radioprotezione della popolazione e nei confronti dei rischi di proliferazione;”;

art. 3, comma 3, lettera b): “b) i benefici, in termini di sicurezza degli approvvigionamenti, derivanti dall’introduzione di una quota significativa di energia nucleare nel contesto energetico nazionale;”;

art. 3, comma 3, lettera c): “c) gli obiettivi di capacità di potenza elettrica che si intende installare in rapporto ai fabbisogni energetici nazionali ed i relativi archi temporali;”;

art. 3, comma 3, lettera d): “d) il contributo che si intende apportare, attraverso il ricorso all’energia nucleare, in quanto tecnologia a basso tenore di carbonio, al raggiungimento degli obiettivi ambientali assunti in sede europea nell’ambito del pacchetto clima energia nonché alla riduzione degli inquinanti chimico-fisici;”;

art. 3, comma 3, lettera e): “e) il sistema di alleanze e cooperazioni internazionali e la capacità dell’industria nazionale ed internazionale di soddisfare gli obiettivi del programma;”;

art. 3, comma 3, lettera f): “f) gli orientamenti sulle modalità realizzative tali da conseguire obiettivi di efficienza nei tempi e nei costi e fornire strumenti di garanzia, anche attraverso la formulazione o la previsione di emanazione di specifici indirizzi;”;

art. 3, comma 3, lettera g), limitatamente alle parole: “impianti a fine vita, per i nuovi insediamenti e per gli”;

art. 3, comma 3, lettera h): “h) i benefici attesi per il sistema industriale italiano e i parametri delle compensazioni per popolazione e sistema delle imprese;”;

art. 3, comma 3, lettera i): “i) la capacità di trasmissione della rete elettrica nazionale, con l’eventuale proposta di adeguamenti della stessa al fine di soddisfare l’obiettivo prefissato di potenza da installare;”;

art. 3, comma 3, lettera l): “l) gli obiettivi in materia di approvvigionamento, trattamento e arricchimento del combustibile nucleare.”;

l’intero Titolo II, rubricato “Procedimento unico per la localizzazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari; disposizioni sui benefici economici per le persone residenti, gli enti locali e le imprese; disposizioni sulla disattivazione degli impianti”, contenente gli artt. da 4 a 24;

art. 26, comma 1, limitatamente alle parole: “della disattivazione”;

art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “riceve dagli operatori interessati al trattamento ed allo smaltimento dei rifiuti radioattivi il corrispettivo per le attività di cui all’art. 27, con modalità e secondo tariffe stabilite con decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell’economia e finanze, ed”;

art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “, calcolate ai sensi dell’art. 29 del presente decreto legislativo”;

art. 26, comma 1, lettera e), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idonee per l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”;

art. 27, comma 1, limitatamente alle parole: “e sulla base delle valutazioni derivanti dal procedimento di Valutazione Ambientale Strategica di cui all’art. 9”; art. 27, comma 4, limitatamente alle parole: “, comma 2”;

art. 27, comma 10, limitatamente alle parole: “Si applica quanto previsto dall’art. 12.”;

art. 29; art. 30, comma 1, limitatamente alle parole: “riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalle attività disciplinate dal Titolo II del presente decreto legislativo ed uno riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalle attività disciplinate da norme precedenti”;

art. 30, comma 2: “2. Per quanto concerne i rifiuti radioattivi derivanti dalle attività disciplinate dal Titolo II del presente decreto legislativo, il contributo di cui al comma 1 è posto a carico della Sogin S.p.A. secondo criteri definiti con decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e la tutela del territorio e del mare e con il Ministro dell’economia e finanze che tiene conto del volume complessivo e del contenuto di radioattività. Tale contributo è ripartito secondo quanto previsto all’art. 23 comma 4.”;

art. 30, comma 3: “3. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai rifiuti radioattivi derivanti da attività già esaurite al momento dell’entrata in vigore del presente decreto, per i quali rimane ferma la disciplina di cui all’art. 4 del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, così come modificato dall’art. 7-ter del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n 13.”; l’intero Titolo IV, rubricato “Campagna di informazione”, contenente gli artt. 31 e 32; art. 33; art. 34;

art. 35, comma 1: “1. Sono abrogate le seguenti disposizioni di legge: a) articolo 10 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860; b) articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 20, 22 e 23 della legge 2 agosto 1975, n. 393.” »
  • Quarto quesito (Abrogazione della legge 7 aprile 2010, n. 51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale):

« Volete voi che siano abrogati l'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonché l'articolo 2, della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante "Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza"? »


Per abrogare i provvedimenti:

CONTRO IL RITORNO ALL'ENERGIA NUCLEARE, VOTA SI'

CONTRO IL DECRETO RONCHI SULLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA, VOTA SI'

CONTRO IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, VOTA SI'

martedì 5 aprile 2011

Skruigners @ ADDD, 9 aprile 2011


Uno dei gruppi hardcore più famosi, incazzati e seguiti d'Italia festeggerà a breve i quindici anni di attività giù per lo Stivale. Stiamo parlando degli immarcescibili, milanesi Skruigners. E dopo un discreto periodo di corteggiamento, un continuo e progressivo cheek to cheek, anche A Dispetto Della Discrezione potrà finalmente sentire le impressioni a caldo di questo piccolo pezzo di storia della musica italiana che si rilancia, in attesa di un futuro che appare ancor più roseo.

Vi rimandiamo, dunque, all'appuntamento di sabato 9 aprile quando, dalle 18 alle 19, la band sarà nostra ospite telefonica e passerà con noi un'ora di chiacchiere, divertimento, riflessione e tanta, ottima musica!

http://www.sherwood.it

domenica 20 marzo 2011

Aucan @ ADDD, 26/03/2011


A new sensation is (finally) born. E A Dispetto Della Discrezione ha la grande opportunità di testarne gli umori e le sensazioni a poca distanza dall'uscita scoppiettante del loro secondo, bellissimo disco, "Black Rainbow". A distanza di soli due anni dall'omonimo esordio, incernierato sopra una classica componente math rock, la materia di cui si cibano gli Aucan si trasforma e si proietta nel futuro, nelle vesti di un'elettronica magmatica, martellante, onirica, fra trip-hop e dubstep, senza per questo mascherare la fisicità massiccia delle chitarre.

Se ha conquistato noi, campione decisamente imperforabile per quanto riguarda l'elettronica di casa nostra, un motivo ci sarà. Dalle 17 alle 18 i tre ragazzi risponderanno al fuoco incrociato delle nostre domande: don't miss it!

http://www.sherwood.it

lunedì 28 febbraio 2011

SMART COPS @ ADDD . 5 MARZO 2011.


La vera mossa furba l'abbiam fatta noi, altro che sbirri!
Ospiti più che di riguardo saranno presenti telefonicamente sabato 5 Marzo sulle frequenze di Radio Sherwood. Un gruppo che personalmente seguo da precchio tempo, e, ora che beneficiano del patrocinio del buon Ragno Favero de "La Tempesta dischi", sono anche contento per loro.

SMART COPS: finalmente noi Veneti un motivo di vanto possiamo concedercelo!

Memori, come testimoni oculari, del loro show alla penultima edizione dell' Anti MTV DAY di Bologna (in cui i Nostri han diviso il palco, secondo gusto estremamente variegato, con Death Before Work, Giuda, Putiferio e altri), ospitiamo questo vero e proprio combo. Basta citare il nome di Marco Rapisada (ex La Piovra, L' Amico di Martucci), mente della Hell, Yes!, etichetta che raccoglie una cricca a noi molto nota (si vedano i precedenti post su Movie Star Junkies e Vermillion Sands). O Edoardo Vaccari, ex chitarrista dei BANxTHIS (sti cazzi).
Gli altri due, Nicolò Fortuni e Matteo Vallicelli non sono da meno!

Una propizia occasione per passare gran parte dell'ultimo album, "Per proteggere e servire", uno squisito sincretismo fra punk 'a giaccone di pelle e il garage più guercio.
Ma non solo: anche i formidabili 7" precedenti, tipo "Cominciare a vivere" (2009). Molto più veloci dell'ultimo lavoro.

Date e info sul loro myspace: http://www.myspace.com/smartcops

Quanto a noi, arrivederci a sabato, dalle 17 alle 18 su Radio Sherwood ( www.sherwood.it)

Stefano

UPERNAVIK RECORDS: il feticismo tape made in Padua


Con un pizzico di orgoglio, e soprattutto con grandi aspettative, annuncio la nascita della Upernavik Records & Tapes, la piccola etichetta di Marco, nostro collaboratore radiofonico.
In veste di co-socio, mi dedicherò a grafica, supporto e ispirazione costante.

La Upernavik si specializzerà nella distribuzione, a circuito elitario, di tutto il materiale abbordabile che ci passerà sotto il naso (o sotto i baffi di Marco). Dalle primissime uscite delle ultime leve PDxHC ( Dressed Farts, I- Core, Take AIDS ecc..) alle recenti e improbabili sperimentazioni, anche a livello internazionale. Il tutto, con miseri strumenti e attitudine DIY.
Non solo hardcore: rumore e musica a 360 gradi.

Atteso, come primissima release, il lavoro della grind one man band, Oca Grind. Demenza Grind battuta a 300 bpm sulla tastiera del pc.

WHAT'S UPERNAVIK?

Upernavik ("Springtime Place" in Greenlandic) is a small town in the Qaasuitsup municipality in northwestern Greenland, located on a small island of the same name. With 1,129 inhabitants as of 2010, it is the thirteenth-largest town in Greenland. Due to the small size of the settlement, everything is within walking distance. It contains the Upernavik Museum.

Inviate files mp3 a upernavikrecords@gmail.com .

A presto per nuovi aggiornamenti!

Stefano

martedì 22 febbraio 2011

Michele Maraglino @ ADDD, 26/02/2011


Dopo un periodo di stasi, A Dispetto Della Discrezione ricomincia ad avere ospiti in studio. D'altra parte, ne siamo ben consci, non potevamo andare avanti a riempirvi le orecchie di cazzate, sabato dopo sabato! Perciò siamo ritornati al nostro metodo preferito per frenare la nostra cazzoneria e permettere ai più sensibili tra voi di non indispettirsi oltre misura: avere compagnia musicale in studio.

Il prescelto è Michele Maraglino, cantautore emergente con 3 EP all'attivo e ancora nessun disco completo. Chissà perchè? Glielo chiederemo senz'altro. Lui, intanto, è bravo. L'ultimo lavoro è dell'estate scorsa, si intitola "Vogliono solo che ti diverti" ed è composto da tre brani. Tre bei brani. Ottima grana pop ed un pizzico di ironia amara rendono la ricetta più facile da distinguere, nel mare di proposte ad essa simili.

Se vi interessa (sì): http://www.sherwood.it

venerdì 28 gennaio 2011

Beat Patavium: tutti i luoghi dove (sentir) suonare


Spesso, quando ospitiamo musicisti più o meno emergenti negli studi di A Dispetto Della Discrezione, ci accorgiamo che una delle domande chiave che ci pongono nel dopo-puntata è: "Conosci un bel posto dove si può suonare a Padova?". Non si tratta solo di cantautori acustici alle prese con le prime fortune discografiche, quanto spesso di vere e proprie band che sentono la necessità di trovare un posto loro affine per esprimere le proprie potenzialità, che rimangono in parte inespresse - com'è purtroppo normale che sia - nel paio d'ore di diretta che riusciamo a dedicare loro.

La seconda parte di questo breve speciale sulla Padova musicale, dopo i pochi negozi specializzati rimasti in circolazione, si occuperà dunque dei locali di Padova dove si può suonare (ed ascoltare, da qui l'ambivalenza del titolo) musica dal vivo. Al contrario di ogni aspettativa, con il proliferare dei circoli ARCI nella zona cittadina, specialmente nell'ultimo periodo, poter organizzare una data o più semplicemente passare un'ottima serata tra amici al ritmo di nuova musica, scoprendo nuovi talenti e conoscendo nuove persone, non è poi un'impresa così disperata. Non vi è certo un ricambio culturale così elevato, ma vista e considerata la situazione globale del Triveneto Padova rappresenta un'eccezione ancora piuttosto dorata... Un presente che potrebbe ulteriormente migliorare con la costruzione di un fantomatico auditorium, al posto del vecchio piazzale Boschetti (la rimessa degli autobus ora spostata direttamente in stazione), promessa elettorale dell'attuale giunta Zanonato di ormai un anno e mezzo fa, ma ancora non andata in porto.

Per comodità sono stati presi in considerazione solo i locali in città e nell'immediata periferia, quindi non cercate posti come il Tacu Tacu di Mestrino! Riferimento a partire, come solito, dal municipio di palazzo Moroni. Piccolo vademecum aperto a consigli e correzioni, utile sia come orientamento per i nostri futuri ospiti, sia per i nostri ascoltatori/lettori in cerca di nuovi posti.

Unwound
Quando si parla di musica dal vivo a Padova, è impossibile non farsi venire in mente il locale che forse più rappresenta il nucleo culturale e sociale della proposta, ovvero l'Unwound. Attivo solo da settembre 2006, dopo il recupero di un vecchio spazio industriale (sì, beh, recupero... si fa per dire), l'Unwound è subito salito agli onori della cronaca per la grande attenzione riservata agli eventi dal vivo. Artisti esteri ed italiani, serate danzanti e ritrovi cinematografici, tagliate su misura tanto per i soci ARCI quanto per la popolazione, di estrema qualità e curatissime sotto un piano mediatico. L'Unwound è stato capace di collezionare artisti come Melvins, Zu, Teatro Degli Orrori, Melt Banana, Six Organs Of Admittance, Carla Bozulich, Earth, Ufomammut, Offlaga Disco Pax, Uochi Toki, Pontiak, Fuck Buttons, Immanuel Casto (tanto per citare un po' l'eterogeneità del posto...) e di imporsi con le serate Crispy (musica elettronica random fino ad orari indeterminati) e con gli occasionali incontri artistici focalizzati su cinema e pittura. Dall'estate 2010 è attivo anche l'Hey Sun! Festival, nell'adiacente parco Ticino: concerti gratuiti per tutti con nomi spesso strepitosi (ricordiamo gli zZz). Sito in via Fowst, buia laterale di via Annibale da Bassano in zona Santissima Trinità, è migliorabile sotto molti aspetti, logistici in primis (oltre a non essere facilmente raggiungibile, somiglia ancora troppo ad una fabbrica e non ci sono uscite di sicurezza!), ma difficilmente troverete di meglio in zona. Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale.
Fiera di Padova
Per coloro che amano le occasioni un po' più mondane o i concerti di nomi più grossi... eccovi accontentati. A dire la verità, la zona della Fiera di Padova non si fa ricordare per il numero di concerti ospitati in un anno, ma i nomi che soggiornano nei padiglioni di via Niccolò Tommaseo (facilmente raggiungibile dal centro e rifornita puntualmente di servizi pubblici) sono ugualmente importanti: ricordiamo, tra gli ultimi, Bloody Beetroots e Fabri Fibra. La qualità della proposta deve essere, in questo caso, maggiormente passata al setaccio dal retaggio culturale del fruitore, tenendo anche conto del fatto che i prezzi dei biglietti non sono dei più economici (che litote). Nulla da eccepire sull'organizzazione e sulla location, forse solo leggermente caotica. Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale.
Gran Teatro GEOX
Dispiace fare pubblicità in maniera così esplicita a quei cazzoni della Zed, ma gli eventi riservati dal Gran Teatro nel corso della sua seppur brevissima attività (un anno e mezzo?) giustificano l'attenzione su di esso. Intelligente l'idea di posizionare il tendone del palaforum in una zona, come quella dell'ex Foro Boario, caduta fortemente in disuso e da riqualificare pesantemente: il fine, in questo caso, giustifica i mezzi. Ce n'è un po' per tutti i gusti: dai musical (lo "Schiaccianoci" e "We Will Rock You" sono due esempi approdati quest'anno), agli spettacoli teatrali, al teatro/canzone, al cabaret, ai concerti veri e propri, con nomi che non temono certo confronti con nessuno; Cristiano De André, Alter Bridge, Alice In Chains, nel prossimo futuro addirittura l'accoppiata Slayer/Megadeth. Una grande macchina organizzativa, efficientemente oliata e carburata sotto ogni suo aspetto, che patisce però del più classico dei difetti: l'asetticità e l'estrema professionalità che si traduce in una fisiologica distanza dal fruitore. Come per tutti i posti del genere, aspettatevi biglietti a prezzi decisamente sostanziosi ed un parcheggio antistante che è un'altra mazzata (economica) sulle palle. Per ora, in ogni caso, la punta di diamante mediatica della musica padovana... Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale.
C.S.O. Pedro
Il centro sociale occupato più rinomato di Padova, strettamente collegato alle attività politiche e musicali di Radio Sherwood e legato all'area dei "disobbedienti". Promotore di concerti piuttosto rinomati negli anni passati, con grandi nomi di spicco anche esteri, da qualche tempo il C.S.O. Pedro ha optato per una programmazione concertistica che sviluppa in maniera significativa l'area dell'hip hop militante, del reggae e della dancehall, sebbene ogni tanto vengano organizzati anche dei piccoli fest hardcore e dei concerti acustici con i cantautori più in vista della zona (Luca Bassanese, Massimo Danieli). Importante culturalmente e socialmente, il Pedro si trova a poche decine di metri dall'Unwound, in una laterale parallela a via Fowst. Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale.
C.P.O. Gramigna
La storia del Centro Popolare occupato Gramigna è tale che meriterebbe un trattamento a parte, magari ad opera degli stessi animatori di un punto di ritrovo ed aggregazione recentemente risorto dalle proprie ceneri (mediante l'occupazione della dismessa scuola media Zanella-Davila, in zona Torre). Ci limitiamo, in questa occasione, a segnalare solamente il posto, fucina di alcuni dei migliori concerti punk, hardcore e grind dell'intera Padova, con gruppi prevalentemente italiani (se non locali), ed importante scambio culturale, politico e letterario. Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale.
Fahrenheit 451
Il circolo ARCI Fahrenheit 451 è uno dei luoghi più curati, tranquilli e pacifici dell'intera zona padovana. Situato dirimpetto alla Fiera, pertanto facile da trovare e raggiungere, è un piccolo locale ad ingresso gratuito pensato e progettato come spazio di condivisione: in poche parole, spesso i concerti non sono altro che uno spazio di contorno per le numerose attività dei partecipanti, che vanno dalla semplice chiacchierata attorno alla buona cantina del bar (unica fonte di entrata per il circolo... se passate di qui, ricordatevi di prendere qualcosa da bere!), al book sharing, al cd crossing, ai giochi in compagnia, ai corsi musicali tenuti da esperti, alle mostre fotografiche che spesso occupano il piano superiore, al collegamento wi-fi gratuito. Ciò non significa, comunque, che le proposte musicali siano di secondo piano: è l'occasione per scoprire gruppi altrimenti sconosciuti ai più (ed anche ai meno), che si destreggiano tra brani propri e cover, con una particolarità; ogni giovedì il palco è libero, a disposizione di chiunque voglia saturarlo delle sue cazzate! Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale.
La Mela di Newton
Altro circolo ARCI di recentissima nascita (si parla, anche in questo caso, di circa un anno e mezzo di attività...), in zona Torresino, dietro Prato della Valle. La Mela di Newton ha, come cavalli di battaglia, il cantautorato acustico di qualsiasi inflessione esso sia (country, folk, italiano, americano...) e l'elettronica glitch non danzereccia. Da apprezzare il fatto che apra molti concerti alla cittadinanza, compreso il già citato Hey Sun! Festival realizzato con la partecipazione e l'appoggio dell'Unwound: un po' meno apprezzabili sono le dimensioni del posto, davvero ridotte al minimo sindacabile (non ci sono posti a sedere). Per un'atmosfera comunque più familiare e raccolta è l'ideale. Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale.
Cinema Torresino - Cinema Lux - Multisala Pio X - Piccolo Teatro Don Bosco
Quattro grandi, cinema minori di Padova, uniti assieme da un minimo comun denominatore: la passione per la buona musica. Partiamo dal Torresino, sito in zona omonima, che è oggetto di un annuale rassegna jazz portata avanti dal Centro d'arte universitario, la cosiddetta "Ostinati!". Inutile dire che i nomi sono di caratura atomica: si va dai Sao Paulo Underground a Marc Ribot, dal duo Sylvie Courvoisier/Mark Feldman ai Guano Padano, con ticket d'ingresso irrisori e possibilità di ulteriori sconti. Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale. Attività che è condivisa a metà con il cinema Lux, in piazzale Santa Croce: per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale. L'MPX, in zona Duomo, è il cinema diocesano che, forte di un'ottima programmazione cinematografica e di un'oculata stagione concertistica, si pone in primo piano fra i locali più interessati dai nomi di rilievo: sono passati per le loro sale Giovanni Allevi, i Solisti Veneti, Ludovico Einaudi. Da tenere d'occhio anche i frequenti incontri letterari con autori. Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale. Ultimo, ma non per ultimo, il Piccolo Teatro Don Bosco, un po' isolato in zona Paltana, riserva sporadici ma interessantissimi appuntamenti musicali frammezzo alla programmazione cinematografica d'essai: ricordiamo il recente concerto delle Orme. Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale.
Pixelle
Ero totalmente all'oscuro dell'esistenza di questo posto, ennesimo locale ARCI perso nei meandri della Stanga, perciò non saprei darvi ulteriori informazioni in merito. Pare esista già da qualche anno, coniugando musica ricercata (spesso elettronica?) ed incontri letterari. I nomi paiono interessanti assai: tra i prossimi incontri, Carla Bozulich e Hormonas. Vi rimando direttamente al sito ufficiale, in caso fate sapere...
StalkeR*eloaded
Pochissime informazioni anche su questo circolo autogestito di musica, politica e letteratura. Forse Stefano sa dare qualche informazione in più, in quanto c'è già stato in tempi non sospetti. Piuttosto semplice da raggiungere, esattamente di fronte al Gran Teatro GEOX, nella zona dell'ex Foro Boario, al numero 61 (la mappa non è precisa, ahinoi, in questo caso). Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale (occhio: non è quello che si dice... aggiornato!).
Banale
L'odissea che ha subito il Banale nel corso degli ultimi anni sembra quasi storia da non crederci troppo. Sino ad una manciata di anni fa era, assieme all'Unwound, il posto migliore per suonare dal vivo, con in più il vantaggio di avere un palco decisamente grande e spazioso e di ospitare l'annuale contest, per band emergenti, dell'Emergenza Festival, poi passato all'Unwound. Con il passaggio del circolo dalla zona della Natività in via Tiziano Aspetti, all'Arcella, dovuto a quanto pare al mancato pagamento degli spazi affittati, la natura stessa del locale è venuta meno. Da quanto ne so, gli unici concerti ora ammessi all'interno del nuovo spazio sono, per ragioni di vicinanza condominiale, quelli acustici. Tentar non nuoce, ma a questo punto sarebbe meglio lasciarsi andare al ben più soddisfacente Banale estivo... Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale.